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Palazzo Montalto Belei

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Descrizione

Palazzo Montalto, nella sua attuale sistemazione architettonica ed urbanistica, si deve agli interventi del Cardinale Felice Peretti di Montalto nella secondà metà del XVII secolo ed insiste su preesistenze di epoca fallisca romana ancora leggibili nelle cantine del palazzo.
Il nucleo principale viene edificato in periodo mediovale come palazzo di Corte dove veniva amministrata la giustizia, stretto tra il pomerio e il foro falisco a ridosso dell’area di pertinenza della chiesa si S. Gragorio di Corte. Giunge con le sue strutture medioevali sino alla metà del XVI secolo, quando il Cardinal Carafa, nipote di Paolo IV dà incarico all’architetto Giacomo della Porta di ristrutturare il fatiscente palazzo di Corte, in parte bruciato durante il sacco dei Lanzichenetti del 1527. Nel 1575 il Cardinal Felice Pereti diviene curatore delle strade e ristruttura il tracciato della via Flaminia, costruendo ponte Felice sul Tevere nel territorio di Civita Castellana, riducendo il viaggio di alcune leghe e facendo trovare Civita Castellana ad un giorno di cavallo da Roma. In questa occasione acquista il Palazzo di Corte ed alcune costruzioni adiacenti compreso il pomerio e dà l’incarico a Domenico Fontana di terminare la sistemazione architettonica iniziata dal Della Porta. Il pomerio sarà trasformato in giardino all’italiana.
Alla morte del pontefice, il palazzo passa nelle mani del Cardinal nipote Alessandro Peretti, il quale a decorare gli interni con un ciclo di affreschi che rappresentano i fasti della famiglia con gli emblemi dei matrimoni delle sorelle e del fratello Michele. Il ciclo è attribuito ad Antonio Tempesta e Paul Brill.
Con l’estensione della famiglia, il palazzo viene ereditato dall’abate Stella, favorito dal Cardinal Alessandro. Il giardino viene lottizzato ed edificato verso la fine del ‘600. Nel XVIII secolo la proprietà passa nelle mani della famiglia Baroni che lo ristruttura. Nel XIX secolo il palazzo decade e nel XX secolo viene definitivamente abbandonato. Nel 1998 la proprietà passa nelle mani della famiglia Belei che lo ristruttura e lo porta a nuovo splendore. Per la sua ubicazione, ad un giorno di viaggio da Roma, vi dimorarono oltre che cardinali e pontefici, Cristina di Svezia, Wolfang Goethe, Lord Bairon e da ultimo nel 1864 Pio IX per il restauro di ponte Clementino.

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